Catena di solidarietà

di Serena Arbizzi


FIORANO. Oggi arriva sotto le finestre del sindaco la protesta di un centinaio famiglie che vivono in uno stato di grave povertà e che, da mercoledì scorso, si sono viste sospendere la consegna di generi alimentari da parte dell’associazione onlus Terrae Novae. La decisione di interrompere la distribuzione del cibo è stata presa a malincuore dopo ripetute richieste di sostegno dell'associazione, ed in particolare del suo presidente, Ferruccio Giuliani, nei confronti del Comune. Giuliani, infatti, ha rivolto numerosi appelli al sindaco Pistoni per ricevere maggiori contributi per pagare il gasolio con cui i mezzi di Terrae Novae percorrono 3mila chilometri ogni mese, anche fuori regione, per andare a prendere le derrate alimentari da distribuire ai poveri. Ma molti di questi appelli sono rimasti senza una risposta, mentre sta aumentando il numero di famiglie che si rivolgono all'associazione per beneficiare dell'efficiente sistema di aiuto. Una rete che in soli sei anni è passata a rifornire da quindici a cento famiglie, con una media che va dai 180 ai 250 quintali
di cibo distribuito ogni mese.











«Siamo partiti sette anni fa - racconta Giuliani - quando un amico che lavorava alla Despar mi forniva generi alimentari con cui sfamavamo quindici famiglie. Poi, dal 2009 la rete si è allargata in modo esponenziale fino a comprendere cento nuclei, sessanta dei quali ci sono stati affidati dal Comune tramite gli assistenti sociali, per un totale di 380 persone assistite. Fino ad oggi, l'amministrazione ha dato all'associazione un contributo di 3mila euro annuali, più una persona che dà una mano nella preparazione e distribuzione dei pacchi, ma ci serve di più perché abbiamo dovuto studiare nuovi modi di conservazione del cibo su larga scala. Come, ad esempio, una nuova cella frigorifera». È' dall’estate scorsa che Giuliani sta bussando alle porte dell'amministrazione e, a novembre, un segnale d'apertura è arrivato. «Abbiamo ricevuto altri mille euro per il gasolio. Ma si è trattato di un contributo una tantum - spiega Giuliani - Il 10 gennaio ho mandato un’altra lettera per chiedere di nuovo aiuto per la nafta, dando un ultimatum. Dal Comune mi hanno convocato il 24 febbraio e in seguito ho spedito all'amministrazione un'altra lettera in cui comunicavo la chiusura della distribuzione, senza ricevere una risposta dopo vari tentativi telefonici di contattarli. Per questo oggi le famiglie protestano in municipio. Con che cosa daranno da mangiare ai loro figli se non passiamo noi che le assistiamo da anni, d'accordo con il Comune stesso, che però oggi si dimostra sordo?". In questi mesi, tuttavia, Terrae Novae non è stata con le mani in mano e ha raccolto numerosi contributi dalle vicine Caritas e da aziende private. «Per i 3mila chilometri mensili ci servono 7 pieni, moltiplicati per 12 mesi diventano 84 - conclude Giuliani - Le Caritas di Sassuolo, Baggiovara, Corlo e Bastiglia mi hanno manifestato il sostegno sotto forma di contributi che vanno dai 50 ai 100 euro per un periodo che va dai sei mesi a un anno. La ricerca ha fruttato 30 pieni garantiti da vari donatori. Tutto questo senza l'aiuto promesso dal sindaco e vice e senza avere saputo niente sull'esito della mia richiesta».