Biografia:Giovanni Ferrari è nato a Pavullo in provincia di Modena, dove tutt'ora risiede ed opera artisticamente in via del Macereto n. 22, Tel 0536 21055. Dopo gli studi accademici ha ricoperto per trent'anni la cattedra di arredamento, modellistica e scenografia presso l'Istituto di Belle Arti di Modena. La profonda amicizia con gli scultori Azeglio Babbini e Raffaele Biolchini, suoi concittadini, lo ha avvicinato al mondo della scultura, che risale agli anni settanta. Da quel momento l'attività scultorea di Giovanni Ferrari non ha conosciuto soste, proponendosi in moltissime mostre nelle principali città del nord Italia. Le sue opere in terracotta arricchiscono collezioni private in Italia e all'estero. *********************************** Dopo i capricci iniziali, la primavera pare rinsavita. Vale la pena perciò, fare un giro a Vignola; al "Salotto Muratori" di via Selmi (a due passi dal Castello) vi attende una mostra deliziosa di Giovanni Ferrari (Pavullo, 1943): alcuni dipinti di buona fattura ma, soprattutto una nutrita serie di straordinarie terrecotte patinate. A mezza strada fra l'umorismo bonario di Cleto Tomba e quello feroce di Valeriano Trubbiani, il "teatro di terra" di quello che Nadia Raimondi definisce un orgoglioso artigiano-artista, si raccomanda per il talento di straordinario plasticatore del Nostro. Ferrari (che insegna nella sezione architettura dell'Istituto "Venturi") ci confida di avere come modelli ideali Begarelli e Mazzoni, e, tecnicamente, ha saputo mettere a frutto la lezione dei maestri. In realtà egli è più vicino al Daumier della raccolta Philippon e ad alcune stravolte immagini del tardo Cinquecento. I soliti aneddoti di sapore popolare, dirà lo schizzinoso di turno per il quale l'artista che strappa un sorriso è di serie B. Ce ne fossero in giro "aneddoti" come l'affollato Presepe, o il Banchetto di nozze, o l'Albero della cuccagna! Torneremo meno depressi dal consueto slalom settimanale fra le gallerie d'arte. Ma anche gli altri pezzi sarebbero tutti da citare: da l'esilerante Pianista, al Predatore, all'Aristocratico, al Direttore d'orchestra, alla Flautista. Bravo, davvero bravo. Tratto da:"Il Resto del Carlino" - Ferruccio Veronesi
Ferrari Giovanni