Biografia

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Soragni Giuliano
SCRITTI CRITICI

Di connotazione fantastica è la pittura di Giuliano Soragni che avvera fenomeni di ibridazione tra diversi elementi, riconducibili a cose e a figure umane. Un recupero di immagini, di vivificanti rapporti,  che determina spostamenti di significato.
E' la ricognizione immaginativa, per il trasferimento della realtà nella sfera del fantastico, ad offrire all'artista di Casinalbo di parlare un differente linguaggio, con intrecci che riservano nuove sorprese. Non c'è totale abbandono alle dimensioni dell'inconscio. Il pittore sembra amare gli stati sotterranei ed oscuri dell'esperienza, ma in verità egli sente il bisogno di dare coscienza all'incoscienza. Digressioni figurative gli offrono l'occasione per vertiginosi esercizi compositivi che non costituiscono un gioco gratuito, ma la necessità stessa di “raccontare”. La tensione conoscitiva è tale, che le immagini, pur caricandosi di una bizzarria di situazioni, non perdono la capacità di rappresentazione, di rimandi al quotidiano. La conchiglia si offre come nucleo fondamentale e necessario criterio di selezione di una particolare iconografia. Una ricorrente immagine da leggere come una richiesta esigente e mai appagata di significati. Accoglie nella sua presenza il senso di identificazione con la vita nascosta, della metamorfosi, dell'evoluzione, dell'apparizione onirica. Ciò che echeggia nella conchiglia conserva un tono misterioso. Mette colore al colore dell'esistenza da esprimere con candore e fervore anche infantile. E' anche il suo rapporto con gli altri oggetti, con “creature” di diversa natura, a sostenere la possibilità di racconto. La conchiglia pare stabilire con altre forme di esseri animati e inanimati, un centro epifanico di relazioni e di rivelazioni simboliche: la solitudine, lo smarrimento, il disagio, il brivido dell'esistenza. L'attesa e l'incontro con altre cose, il mezzo per essere in contatto più stretto con ciò che la ricorda, per raggiungere una coscienza più acuta degli esseri e delle cose e di attribuire loro un valore. Si può parlare di un'esperienza fantastica del visibile, in quanto Soragni riesce a fare del senso concreto dell'immagine, espressa con una perspicace precisione, l'oggetto di una visione pura e profonda. Accade che nell'opera riescano a vivere motivi fortemente evocativi, abbiano luogo fatti che consentono incontri straordinari, si snodano paesaggi definiti nella nozione di intimità, di sentimenti, di relazioni, si mettono in consonanza mentale il flusso di pensieri e di emozioni che legano passato e presente, uomo e natura, meditazione e invenzione. Non solo il paesaggio, ma anche gli oggetti spesso si animano fino a diventare visionari, pur all'interno di un vigile controllo. L'artista aspira a una pittura capace di estendersi sul mondo, facendolo proprio, con un segno di appartenenza nella costruzione delle scene, nel risultato formale, nella distribuzione della luce, nel racconto che si sviluppa tra le figure, le cose, gli animali. Dietro le apparenze egli cerca di trovare, con una elaborazione di precisi rituali di espressioni, una fantasiosa simbologia, il suo è un attento guardare alla pittura fantastica, surreale. Il modo con cui Soragni riesce a conferire ambiguità all'apparente certezza della realtà, ad isolare dei particolari, una struttura, un'atmosfera, ad individuare ciò che le cose e gli uomini hanno di strano, facendo mantenere loro nella resa di componenti oniriche, la valenza di una disincantata visione della realtà. A ben guardare i dipinti di Soragni, si scopre che essi tendono a restituire la realtà sotto forma di favola, quasi a cercare un senso poetico dell'esistente, non solo in un bestiario domestico (colombe, gatti, cavalli) in strani paesaggi urbani che sembrano nascere sulla testa dei personaggi, in minareti, in qualche elemento fallico, nell'uovo che è simbolo di perfezione e di vita, brame di avventure, ma anche quando vengono affrontati temi riguardanti l'attesa, l'estasi, il viaggio, l'addio, il disagio, innocenza perduta, la perdizione sessuale, l'orgoglio della donna, condizione di solitudine e di malinconia, gli smarrimenti, le avventure,  e l'ignoto destino dell'uomo, la mestizia delle cose. E ciò accade per l'attitudine dell'artista a sfruttare, il gioco combinatorio e con accostamenti a sorpresa, le potenzialità associative di diversi elementi che spiazzano il racconto normale, per porsi come segni variabili di un sistema linguistico proteso ad un intenso scambio di temi, di modi e di forme espressive. Sono queste occasioni di interrelazioni fra i molteplici soggetti a produrre “pagine” pittoriche in cui è possibile sviluppare una poetica onirica, attribuendo valore a diffuse soluzioni narrative. Una ricognizione immaginativa che realizza un linguaggio libero da ogni condizionamento e conquista azzardi di figure che l'artista anima di tensioni e fughe. Di prodigi.    
M. Fuoco